Questioni irrisolte degli Atenei italiani

Jun 9th, 2008 | By | Category: Frequently Asked Question

Nell’attuale era riformistica che caratterizza il mondo accademico, si rende sempre più impellente la definitiva rinuncia all’autoreferenzialità da parte dell’istituzione universitaria che deve tradursi, oltre che nell’aggiornamento dei curricula (soprattutto in termini di crescente flessibilità e professionalizzazione), in una decisa operazione di comunicazione integrata che si espliciti soprattutto in un’evidente apertura verso i cittadini.

Il generale ampliamento delle aspettative sociali verso l’accademia fa sì che essa sia più che in passato investita del mandato di promuovere lo sviluppo locale e la competitività nazionale. Diventa dunque strategica e sempre più cruciale la capacità di costruire reti di relazioni significative e continuative con la comunità di riferimento a livello locale e nazionale, in particolare con il mondo delle imprese. Un giusto dosaggio di saperi interni ed esterni e l’assunzione di un atteggiamento proattivo rispetto agli ambienti di riferimento sembrano costituire, infatti, i punti su cui oggi passa più profondamente il rinnovamento dell’università, alla luce di una rigenerata responsabilità in termini di sviluppo economico e sociale.
Ma non bisogna sottovalutare nemmeno gli aspetti più pratici come il superamento della cronica carenza di risorse, aggravata dall’ultima finanziaria, che si traduce nell’inadeguatezza del personale docente. Una situazione che la recente riforma della docenza rischia di far precipitare, incidendo negativamente sul reclutamento e sulle carriere dei giovani. La nostra classe politica dovrebbe al contrario capire l’importanza di supportare gli Atenei italiani, favorendo l’investimento sulla formazione e sulla ricerca universitaria.

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